Quanto Ci Piacciono Le Cover Band Da Sballo?

Cover Bands

La passione per la musica unisce tutti, ma c’è un aspetto che non smette di essere fonte di dissapori. Che ne pensi delle cover band?

A questa domanda che spesso ci poniamo tra musicisti, si iniziano violenti discussioni. I tolleranti dicono che è il modo migliore per auto disciplinarsi e avere nuove idee per le proprie creazioni. Gli intolleranti invece le accusano di essere solo un clone mal riuscito di qualcosa che non potrà mai essere eguagliato. La terra di mezzo non vuole ammettere i propri limiti tecnici.

Ma parliamo di chi sta di fronte al palco, della folla. C’è chi trova i tributi divertenti, sono una buona occasione per una serata piacevole. Per molti non dovrebbero neanche esistere, sono il marcio (uno dei tanti) del music-business.

Chi pensa che più somiglino agli originali meglio siano, chi invece vede nell’interpretazione personale di un classico la chiave del successo. Chi ancora vede i tributi come valide alternative a band di inediti sconosciute e chi proprio non li sopporta.

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Quando Cantare E’ Un Bluff! Gli Stonati Affascinano?

Viviamo nell’epoca del nulla non solo in campo musicale, ma anche in altri ambiti. Come questa che stiamo vivendo. Molti cantanti rappresentano il massimo a cui possono aspirare. Hai mai assistito a un concerto o a un live di cantanti stonati?

La mia esperienza a contatto con cantanti e cantautori mi ha fatto sentire da vicino come non pochi in Italia siano veramente stonati. Un fenomeno molto meno diffuso all’estero.

Ma noi, si sa, siamo un paese di tuttologi.

Nella musica molti autori italiani non resistono alla tentazione di fare anche gli interpreti dei brani che scrivono. Certo, la tecnologia aiuta moltissimo e facciamo veri e propri miracoli già da molto tempo in sala di incisione.

Si riesce facilmente a far diventare tutti intonati.

Da qualche anno anche dal vivo ci sono sistemi che aggiustano l’intonazione della voce con precisione selezionabile (tono, mezzo tono, quarto di tono,…) anche se i risultati non sono sempre risolutivi.

Steccano, sono calanti, vanno fuori tempo, strillano e, alcuni, sono tra i più famosi in Italia.

Ecco i cantanti senza tecnica ma con altre qualità. Quando va bene.

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Quando Cantare Diventa Una Passione

Cantare per passione

Tutti dovrebbero essere in grado di cantare, e per questo chi non ci riesce tende a prenderla sul personale. Quando cantare diventa una passione.

Nessun docente di musica si aspetta che un principiante sappia suonare bene la chitarra dal primo giorno. Perché come in ogni disciplina, la pratica è essenziale.

Io penso invece che cantando di più si può migliorare. Per cantare bene serve esercizio, allenamento, ma non basta.

A volte, infatti, anche i grandi cantanti prendono una stecca al momento sbagliato, e nel loro caso, l’incidente rischia di passare alla storia.

È capitato anche al grande tenore Luciano Pavarotti. Nel 1995 prese una terribile stecca proprio durante l’aria più nota e difficile di La figlia del reggimento di Donizzetti di fronte al pubblico della Metropolitan Opera di New York.

Pavarotti venne poi sostituito al termine del primo atto dal francese Viala, ma la disavventura è purtroppo passata alla storia come una delle (poche) brutte figure del cantante.

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Il Detto “Canta Che Ti Passa” E’ Ancora Attuale?

Mi è capitato, molto spesso, di girare per i numerosi festival della canzone italiana. Il detto “canta che ti passa” è ancora attuale?

Ore e ore di lagne interminabili di ogni genere, giri melodici infiniti e ripetitivi che annoierebbero persino eremiti che non ascoltano musica da vent’anni.

Niente e nessuno che cambi rotta, che si metta a ricercare nei suoni quella novità e freschezza di cui le nostre orecchie sature di litanie avrebbero bisogno.

E’ molto facile individuare dalle prime note suonate lo strumento sul quale é stato composto il brano.

Se partono le chitarre il compositore oltre allo strumento a corde non va, se parte il piano, sentiremo il trillare dei tasti fino alla fine della canzone.

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Ascoltare Musica Triste Può Migliorare Il Nostro Umore?

Music Therapy

Nella maggior parte degli ascoltatori, la musica triste suscita piacere e conforto, mentre in alcune persone risveglia ricordi troppo dolorosi: una scoperta importante per la musicoterapia.

Sembra un paradosso, ma non lo è. Ascoltare una canzone malinconica può migliorare l’umore. Almeno nella maggior parte dei casi.

Lo dimostrano le reazioni emotive di 2.400 persone analizzate dai ricercatori britannici dell’Università di Durham in collaborazione con i colleghi finlandesi dell’Università di Jyvaskyla.

La pubblicazione sulla rivista Plos One, indica che la musica triste spacca il pubblico in due fazioni.

Da un lato ci sono gli appassionati delle canzoni lacrimevoli, che schiacciano il tasto “play” per ricavarne piacere e conforto.

Dall’altro lato, invece, ci sono coloro che le evitano premendo ripetutamente il tasto “skip” perché l’ascolto suscita in loro ricordi troppo dolorosi. Come la separazione dal partner o la perdita di una persona cara.

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