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Perché Essere Dei Cantanti Autodidatti Non Paga?
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Nel calderone di cantanti autodidatti, un caso esemplare di vocalità nel panorama della musica leggera italiana è senza ombra di dubbio quella di Laura Pausini.

Ripercorro velocemente la sua storia come riportato da Wikipedia.

All’età di otto anni era impegnata a cantare accompagnando il padre Fabrizio, artista e cantante di pianobar di professione, durante numerose serate lungo la riviera romagnola.

Senza aver mai compiuto alcun tipo di studio di canto, si avvia ufficialmente alla carriera come professionista nel 1993.

Partecipa al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte e vincendo con il brano La Solitudine.

Seguono rapidamente grandi successi, in Italia ed in numerosi paesi esteri dell’Europa e dell’America Latina, impegni molto fitti e pressanti (sedute di incisione, viaggi promozionali e tournée in Italia ed all’estero, ecc.).

Le prestazioni sono eseguite, anche se in condizioni di salute non ottimali.

Purtroppo come spesso capita a tutti gli autodidatti, arriva il momento dove si sperimenta la cosiddetta “raucedine” o disfonia, quindi l’abbassamento della voce.

La conseguenza di uno sforzo vocale acuto come molti hanno potuto sperimentare il giorno dopo un concerto, o una serata trascorsa in discoteca, o comunque in un ambiente estremamente rumoroso.

Una disfonia può insorgere anche in concomitanza di un’affezione delle prime vie aeree, come un raffreddore o una faringite.

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Nel corso della parte iniziale della propria carriera, Laura Pausini ha dovuto confrontarsi più volte con alcuni problemi di un particolare grado di gravità alle proprie corde vocali.

La testimonianza

Nel corso di una intervista-testimonianza rilasciata in occasione dell’apertura del I Corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica, (Università di Bologna-sede di Ravenna, anno accademico 2005/2006).

Laura parla della propria voce e ammette che utilizzandola così tanto ed anche in maniera sbagliata a volte le è successo di rovinarla.

E’ fatto comunque certo che, dopo varie vicissitudini, Laura Pausini sia finalmente entrata in contatto con il Prof. Franco Fussi.

Un autentico esperto ed importante punto di riferimento per la Foniatria Artistica nel nostro Paese; come conseguenza del processo di rieducazione logopedica e reimpostazione vocale che ne è seguito.

Laura è riuscita a risolvere molti dei suoi problemi, in grande parte attribuibili alla sua formazione di natura prettamente autodidatta. In più, ha avuto modo di scoprire nuovi territori della propria vocalità, rimasti per anni del tutto inesplorati.

Il confronto

Non condivido la forzatura di alcuni critici che l’hanno elevata incredibilmente e senza nessun merito al ruolo di superstar internazionale. E’ stata paragonanata ad artiste come Barbara Streisand, Céline Dion e addirittura a Whitney Houston e Mariah Carey.

Laura Pausini a confronto di questi autentici fenomeni della vocalità non sa cantare, ma di questo ne parlerò in seguito, nei prossimi articoli.

La professionalità

Vorrei soffermarmi per il momento solo sul fatto che nella vita, essere un autodidatta può costituire un motivo di orgoglio. L’aver fatto “tutto quanto da solo” è sicuramente sinonimo di talento, valore e capacità personale. Soprattutto quando sarebbero in pochi ad essere capaci di fare altrettanto.

Questo va certamente bene se la materia affrontata costituisce un hobby condotto a livello amatoriale, un passatempo.

Diversa è la situazione in ambito professionale: tutto deve essere ottimizzato, le cose sono fatte “sul serio” e non “per gioco”, il tempo a disposizione è poco, e gli errori si pagano di persona e a caro prezzo.

Non ha senso cercare di scoprire da soli quello che altri hanno già trovato, ed è assurdo commettere gli stessi errori di chi ci ha preceduto.

Concludendo

Pertanto, non ha senso ignorare l’esistenza della Tecnica del canto, frutto di secoli di ricerca condotta da centinaia di insegnanti di canto illustri, solo perchè si è dotati di un buon talento.

Allo stesso modo è assurdo non attingere ai risultati della moderna ricerca in campo di Foniatria Artistica e di Logopedia, consultando un esperto magari a scopo preventivo o, a maggior ragione, se comincia a manifestarsi un problema.

Secondo la mia esperienza, rompere il circolo vizioso ed uscire dalla condizione di autodidatta è l’espressione di chi non dovrebbe quindi aver paura di studiare.

Se qualcosa cambierà, sarà per il meglio; ci sarà solo di che guadagnarci.

Photo by Erica Zabowski

Isabella Granno'

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