• 117
    Shares
Perché siamo tutti pazzi per gli anni ottanta?
5 (100%) 8 votes

Gli anni 60 e 70 hanno lasciato una grande eredità musicale. Ma perché siamo tutti pazzi per la musica degli anni ottanta?

Artisti incredibili e poliedrici come Beatles, Led Zeppelin, Rolling Stones, Deep Purple, Pink Floyd, The Doors. Tanti altri che conosciamo hanno lasciato una creatività indiscutibile. Nuovi mondi affascinanti che durante i nostri amati anni ottanta permisero un approfondimento ulteriore riguardo l’uso dell’elettronica.

La pop degli anni ottanta mi fa sorridere come un ricordo d’infanzia, come un sapore perduto, ma ancora vivo nella mia memoria. Tutta la mia formazione musicale è maturata in questi mitici anni. Ho avuto il privilegio di attraversare quel magico periodo di creatività, talento, fantasia e innovazione.



Perché siamo tutti pazzi per gli anni ottanta?
5 (100%) 8 votes

Non avrei mai pensato che quel decennio avrebbe segnato, per sempre, il panorama della musica a livello mondiale.

La trasformazione

E’ inevitabile che la gioventù cresciuta in quei anni abbia nostalgia di quella musica. La nascita e l’inserimento di sintetizzatori digitali. Le batterie elettroniche, e soprattutto l’utilizzo del Pc che, attraverso i microprocessori e la tecnologia MIDI (Musical Instrument Digital Interface), permetteva di guidare altri strumenti contenendo i costi.

Nuovi mondi affascinanti che durante i nostri amati anni 80 permisero un approfondimento ulteriore riguardo l’uso dell’elettronica.
Nuovi mondi affascinanti che durante i nostri amati anni 80 permisero un approfondimento ulteriore riguardo l’uso dell’elettronica.

I pionieri della sperimentazione pop e elettronica furono i tedeschi Kraftwerk, direttamente da Dusseldorf. Questa band utilizzò largamente nelle sue produzioni effetti robotici, psichedelici.

Gli anni settanta

Da citare Radio-Activity (1975), un album incentrato sul nucleare e la radio attività. The robots è uno dei loro brani più famosi. Un altro grande esponente del genere fu l’innovativo francese Jean Michel Jarre (Oxygene part 4).

Leggi Anche:  Perché ti ostini a cantare quella canzone?

Grazie alla nascita dei primi software e sequencer sul mixer, nacquero sperimentazioni, nuovi sound e New Wave.

La nuova onda fu fautrice di stravolgimenti dei canoni del pop e delle sue strutture fino a quel momento. I più importanti sperimentatori furono gli Statunitensi Talking Heads, quelli di Once in a Lifetime e Road to Nowhere. Poi Blondie, con influenze vagamente Disco Music, (Heart of Glass).

I primi  microcomputer cominciano ad essere usati durante le composizioni. La riproduzione in loop di un fraseggio sonoro ora è possibile, dapprima invece lo era solo attraverso i sequencer. L’utilizzo dei synth cominciò a diffondersi già dalla fine dei ’70.

Basti pensare ai Queen dell’epoca di The game o Hot Space (1982) su alcuni brani che risultano molto orecchiabili. Probabilmente proprio grazie all’utilizzo di questi nuovi strumenti. Come ad esempio il brano Back Chat, con inserimenti di effetti flanger e campionamenti.

La Synth pop

La musica elettronica, inizialmente di nicchia vedrà grandi protagonisti mondiali come i Depeche Mode. Autori di molti brani con riff di tastiera assolutamente conosciutissimi e apprezzati ovunque, compreso in Italia.

Vi ricordate le loro hit e quanto ci hanno fatto ballare Just can’t get enough, Enjoy the silence, Never let me down again, Personal Jesus.

La musica elettronica, inizialmente di nicchia vedrà grandi protagonisti mondiali.
La musica elettronica, inizialmente di nicchia vedrà grandi protagonisti mondiali.

Sempre dall’Inghilterra i grandissimi Cure, derivazione post punk e dark wave, con il brano cult Boys don’t cry. Con l’album di Japanese Whispers (1983), hanno conquistato la scena elettronica musicale. Con brani del calibro di The lovecats, The Walk, Friday I’m in love, Just like heaven.

Musica irripetibile per il sound e le armonie create.

Leggi Anche:  Avete Mai Provato L'"Orgasmo Della Pelle" Quando Ascoltate La Musica?

Nel filone New Wave gli Ultravox, anche loro dal Regno Unito. I Pet Shop Boys, i New Order, formatisi dalle ceneri dei Joy Division del compianto singer Ian Curtis. Essi pubblicarono nel 83 il brano Blue monday, di cui il vinile 12″ risulta il più venduto della storia!

Il lato Romantico del Pop

Il pop, diminutivo di popular music, veniva denominato, specie in Italia, durante gli anni 60 come Musica Leggera. Le sue sonorità erano generalmente allegre, o melodiche, facili da ricordare e da qui commerciabili e commerciali per ogni tipo di mass media.

Questo genere musicale si sviluppò di pari passo con la musica elettronica.

Alcune band incentrarono i loro brani sulla profondità, malinconia, e romanticismo. I brani mantenevano comunque una struttura molto semplice, orecchiabile, adatta a ogni tipo di Playback e situazione, radio, tv, cinema.



Perché siamo tutti pazzi per gli anni ottanta?
5 (100%) 8 votes

I principali esponenti del cosiddetto filone New Romantic furono i Duran Duran.

La voce di Simon John Charles Le Bon, amatissimo dal genere femminile, io compresa anche se ancora bambina e i loro ”storici rivali”, gli Spandau Ballet. Questo almeno secondo il duello costruito dai media e dalla stampa.

Ad esempio i Rolling Stones e i Beatles qualche anno prima e gli Oasis vs Blur negli anni 90. Il marketing ha avuto sempre bisogno di dualità per smuovere chiacchiere e schieramenti di fan.

Leggi Anche:  Dove Sta Andando La Musica Pop Italiana?

Da un lato c’erano i Duran Duran, inglesi. Dal 1982, si imposero in cima alle classifiche con brani famosissimi come Rio (titletrack dell’omonimo album), Save a prayer, Hungry like the wolf. Successo planetario che proseguì durante gli anni 90, tanto che la stampa inglese li definì i Fab Five. Ereditando il nickname conquistato dai Fab Four, i meravigliosi Beatles.

Gli anni 80 sono stati anni dove la convinzione umana di oltrepassare qualsiasi confine era una certezza.
Gli anni 80 sono stati anni dove la convinzione umana di oltrepassare qualsiasi confine era una certezza.

Dall’altro lato invece gli Spandau Ballet.

Ribadisco che questo gruppo pur partendo dal New Romantic, maturarono musicalmente in uno stile pop più raffinato. Non solo per il modo di vestire nei loro clip, ma anche per le sonorità più retrò, accenni di soul come nella bellissima True. Oppure in Gold, Through the Barricades.

La grande protagonista è la voce di Tony. Le tastiere, piano e synth accompagnano i suoi acuti e contribuiscono a creare le atmosfere caratteristiche della band.

Sempre in questo genere cito i Visage con Fade to grey, i Culture Club guidati da Boy George, Do you really want to hurt me e Karma chameleon.

Poi i Tears for Fears con Shout, e Annie Lennox con i suoi Eurythmics con la storica Sweet dreams are made of this. Questo brano è stato coverizzato da tanti artisti e in altrettante versioni. Andate ad ascoltare il rocker Marylin Manson.

elettronica anni ottanta all’Italiana

Questo valse naturalmente anche per il nostro paese, che risentì di questo fervore artistico generale, proveniente in particolare dal Regno Unito. Non sarei capace di poterli definire tutti, perché non ho vissuto la musica italiana essendo all’estero.

Vi confesso che scrivendo questo articolo, mi stanno riaffiorando nella mente tanti ricordi di quando tornavo in Italia con i miei genitori a trovare la nonna. Ero piccola, ma ascoltavo in macchina attraverso le immortali Musicassette, le canzoni e gli album che compravo.

Leggi Anche:  Perché ritengo i talent show musicali pericolosi

Se devo citare quelli principali nell’elettronica, fra i protagonisti di sempre del Rock made in Italy, i Matia Bazar, Raf, Alice, i Righeira. Donatella Rettore (autrice del brano ”Donatella”, primo pezzo italiano nella storia, sulla scia dei Madness di One step beyond).

I poliedrici Franco Battiato e Giuni Russo.

Concludendo

Questi e innumerevoli altri musicisti hanno segnato la storia della nostra musica. Anche con un solo semplice brano, le cosiddette “meteore” che però ancora ricordiamo con piacere.

Gli anni ottanta furono fondamentali per la musica in generale. Sono stati anni dove la convinzione umana di oltrepassare qualsiasi confine era una certezza.

Tanti nuovi elementi, influenze, sonorità. Molti strumenti sono stati scoperti e definitivamente sviluppati per creare atmosfere speciali e rivoluzionarie per l’epoca.

Molti mi chiedono perché nonostante passano gli anni ricordiamo quasi tutti i cantanti o band musicali degli anni ottanta con discreta facilità, mentre oggi nessuno o quasi?

Isabella Granno'

Aspetta! Non Correre! C'è altro da leggere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *